Una bambina di nove anni

Una schiava del sesso per quattro stagioni

Dieci miliziani che fanno un branco

Centinaia di stupri

Una creatura dopo la gestazione di nove mesi

Non voglio girare gli occhi altrove.

Gli occhi seguono una forma che

non ha forma. E si zittiscono,

ammutoliti dalla rabbia, devastati dalla bestiliatà,

soffocati dai singhiozzi, dall'impotenza, dalla frustrazione.

VIOLENZA MALE BRUTALITA' ORRORE CRUDELTA' ABUSO TORTURA TRIBOLAZIONE

Tutte queste storture di una guerra storta

quale vita potranno generare?

Quale carosello inscenano

per te, piccolo, che già nascerai adulto

lì in mezzo a questa sarabanda di morte, tra pochi giorni?

Tu chi sarai?

Come crescerai?

Pur imprestandoti ogni sorriso del mondo,

anche il mio inadeguato ed insufficiente,

chissà se riuscirai a gioire delle piccole cose.

Pur prendendoti in braccio

e con la forza dei titani, lanciandoti per aria,

chissà se sarai allontanato dalle tenebre tanto terribili, tanto temibili.

Le parole non colmeranno la tua tristezza

sebbene con la mia matita e voce

desideri farti arrivare il mio calore,

sebbene con il mio canto e sguardo

intenda cullarti e farti sognare,

sebbene con il mio pensiero e azione

ambisca a proteggerti.

Il tempo accarezzerà il dolore,

forse lo lenirà e contribuirà a limitare

la nostalgia per gli affetti di cui sarai privato.

Ti basterà?

Non ho il potere di annullare alcunché.

Posso soltanto scrivere e non dimenticare.

Sono io, infatti, nulla.

Ma tu sei, fin da ora,

e sarai, sempre,

senso e motivo del tuo, nostro, esistere.

children of war

Una vita spezzata, un’intimità violata senza alcun diritto.
Ha solo 9 anni la bambina tenuta prigioniera dall’Isis per quasi un anno, periodo in cui è stata stuprata da almeno una decina di
miliziani.
La ragazzina è stata messa in salvo da una Ong curda dalla crudeltà dei terroristi, ma è rimasta incinta e rischia di non sopravvivere al parto .
Come si apprende sulle pagine del quotidiano inglese ‘The Independent’, la piccola vittima, di fede yazida, è stata portata via dall’Iraq e adesso si trova in Germania, sotto le cure dei medici di una struttura gestita da un’organizzazione umanitaria. In seguito alle violenze subite, riferisce l’operatore umanitario Yousif Daoud, la bambina è “...traumatizzata, sia mentalmente che fisicamente“. La bimba era stata rapita insieme ad alcune centinaia di donne e ragazzine che qualche tempo fa avevano poi fatto rientro nel loro Kurdistan. Gli stupratori, invece, erano per gran parte miliziani che stanno sulla linea del fronte o ‘ futuri kamikaze’, a cui le ragazzine vengono date come ricompensa.
Episodi di sequestri, prigionie e violenze continuano a ripetersi.

13 aprile 2015

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Nihil
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